"Il Debito Estero" opera pittorica di Francesco Guadagnuolo esposta all'ONU

di Caterina Sorbara
di Caterina Sorbara

 

DTal 1 Gennaio di quest’anno, l’Italia fa parte del Consiglio di Sicurezza, organo esecutivo delle Nazioni Unite, sarà così più forte la nostra voce per lo sviluppo sostenibile, la pace e l’impegno globale sui migranti.

 

Dopo aver appreso la notizia, il noto pittore Francesco Guadagnuolo ha ricordato la sua opera per la Pace nel mondo “Il Debito Estero” esposta alle Nazioni Unite. Il 15 Aprile 1999 partiva da Roma per New York la Delegazione dei Parlamentari per il Giubileo presieduta dalla Senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, di cui faceva parte l’artista Francesco Guadagnuolo, con lo scopo di incontrare le delegazioni accreditate presso l’ONU e di presentare il progetto sul debito estero, la libertà religiosa e la dignità della persona e consegnare l’opera di Guadagnuolo “Il Debito Estero” – verso una nuova solidarietà, al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan.

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Un Natale diverso per gli sfollati dei centri colpiti dal sisma.

di Giusanna Di Masi
di Giusanna Di Masi

 

I giorni delle feste natalizie hanno reso più acuto lo stato di sofferenza di quanti hanno perso gli affetti più cari o si trovano lontani dalle proprie case, dai propri luoghi abituali, sistemati in camping, alberghi, o in alloggi di fortuna come palestre o tensostrutture, smarriti, spaesati col timore del futuro, ma anche con la voglia di reagire a tutto questo.

 

I paesi più danneggiati hanno vissuto i giorni di Natale con poche luci, accompagnati dai rumori delle gru che muovono i ponteggi necessari a mettere in sicurezza i resti. Atmosfera natalizia:

 

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Presentato un importante progetto: SPRECO ALIMENTARE

di Luigi Mamone
di Luigi Mamone

Sobrietà nei consumi pensando alla solidarietà verso i meno fortunati

 

 

La crisi economica, le nuove povertà, le sempre crescenti difficoltà di strati sempre più ampi di una società ormai cosmopolita hanno evidenziato la necessità delle azioni solidali volte a lenire le difficoltà dei più indifesi: i paria di una società consumistica giunta ormai alla soglia del baratro. In questa ottica e in questa nuova visione matura sempre più forte la consapevolezza della necessità di un ritorno a stili di vita maggiormente virtuosi e che - al di là dell’appariscenza e del consumo sfrenato affermino un concetto praticato di solidarietà e l’importanza di una riscoperta di alcuni sani e sobri principi della antica “economia domestica”, erroneamente ritenuti desueti e oggi in nome di una riscoperta del risparmio e di contrasto al consumismo sfrenato hanno dato vita a concetti e progetti di riduzione dello SPRECO AMIMENTARE.

 

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Rizziconi: Aumentano i furti nelle Abitazioni Private

. di Caterina Sorbara
. di Caterina Sorbara

 

La popolazione di Rizziconi, sta vivendo un momento drammatico perché nonostante l’impegno delle forze dell’ordine stanno aumentando a dismisura i furti nelle abitazioni private. Soltanto in questo mese si sono verificati sei episodi che hanno interessato via Capitolo, Zumpano, Santa Maria, Acquedotto.

 

I ladri, si sono introdotti nelle abitazioni, approfittando dell’assenza dei proprietari e hanno fatto razzia dei gioielli di famiglia, denaro e altri oggetti di valore. Si è verificato anche il furto di una macchina.

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Visite straordinarie per le scuole a cura degli Apprendisti Ciceroni® del FAI

V edizione delle  MATTINATE FAI PER LE SCUOLE
V edizione delle MATTINATE FAI PER LE SCUOLE

 

Giungono alla V edizione le Mattinate FAI per le scuole , il grande evento nazionale che il FAI – Fondo Ambiente Italiano dedica al mondo della scuola, dove gli studenti si mettono in gioco in prima persona per scoprire e far scoprire le loro città.

 

Da lunedì 28 novembre a sabato 3 dicembre 2016, infatti, la Fondazione invita gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado a conoscere il patrimonio storico e artistico delle loro città , accompagnati da altri studenti, gli Apprendisti Ciceroni , appositamente preparati dai volontari FAI e dai loro docenti. 

 

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Alla sesta ristampa il best seller del generale Angiolo Pellegrini: “Noi, gli uomini di Falcone”

 

Dal sottotitolo “La guerra che ci impedirono di vincere”, si coglie il significato del libro del Generale Angiolo Pellegrini “Noi, gli uomini di Falcone”, alla cui stesura ha collaborato Francesco Condoluci, mentre la prefazione è di Attilio Bolzoni che all’epoca degli accadimenti, era cronista dell’ Ora , quotidiano della sera, che pubblicava notizie che altri tacevano.

 

Opera che va inquadrata nella saggistica pubblicata da Sperling & Kupfer della Mondadori e rievoca i periodi più drammatici della vicenda siciliana, ma anche i più intensi vissuti da chi la battaglia l’ha combattuta personalmente e vinta contro i boss palermitani, che attraverso traffici di droga accumularono ricchezze ingenti, cancellando l’aristocrazia mafiosa, i Cavalieri già individuati dal Generale Dalla Chiesa e i tanti complici che operavano indisturbati dai palazzi dei poteri ai mercati, dalle redazioni alle chiese.

 

Ma cosa poteva fare Angiolo Pellegrini capitano dei Carabinieri nominato nell’81 capo della sezione anticrimine di Palermo durante una guerra tra famiglie mafiose per la spartizione dei poteri e la guerra di mafia apertamente dichiarata allo Stato per creare spaccature e generare terrore? Avevano da poco assassinato gli ufficiali dei Carabinieri Emanuele Basile e il successore Mario D’Aleo, le indagini dei quali furono continuate sullo stesso filone investigativo da Pellegrini, proprio a Monreale dove si capiva che nessuno poteva osare indagare. Ma cos’era Palermo secondo Attilio Bolzoni quando approdò quel capitano non cerimonioso, non ubbidiente e parecchio distaccato, diverso dai suoi predecessori? Non era Europa, non era Africa: era una sacca infetta in mezzo al Mediterraneo.

 

Ma il capitano “Billy The Kid”, così fu soprannominato Pellegrini, oltre ai rapporti con i magistrati Rocco Chinnici, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, aveva riunito un gruppo di fedelissimi dell’arma che lo accompagnarono in tutte le sue operazioni. Il primo suo intervento nell’aula di Corte d’Assise dove si celebrò il processo contro gli assassini di Rocco Chinnici, fatto saltare in aria con la sua auto blindata il 29 Luglio 1983, lasciò impietrito Bolzoni che era abituato ad ascoltare tutt’altro che la testimonianza di uomini decisi come Pellegrini, che dimostrò di ricordare tutto ciò che gli aveva confidato Rocco Chinnici, il giorno in cui lo convocò per dirgli: Capitano si tenga pronto, sto per disporre l’arresto dei Salvo. I tempi sono maturi.

 

Distaccato, riservato, come un uomo dell’Arma dei Carabinieri deve essere, ma capace di creare una collaborazione così stretta tra Carabinieri e Polizia di Stato che gli consentì numerosi successi. La prima inchiesta condotta con rapporto firmato congiuntamente da Angiolo Pellegrini come comandante dell’Anticrimine e da Ninni Cassarà Vice dirigente della Criminalpol, fu quella dei 162: il dossier “Michele Greco + 161”.

 

Ma c’è tant’altro in un libro che non si smetterebbe mai di leggere per la molteplicità di notizie, legami, eventi e intrighi tutti da scoprire, in primis il rapporto e la stima reciproca con Giovanni Falcone che aveva voluto Pellegrini come capo del pool antimafia di Palermo. La sessantasettesima presentazione di “Noi gli uomini di Falcone” che ancora intendiamo celebrare per l’elevato valore non solo socio-culturale, ma giuridico-processuale e giornalistico, è avvenuta nella mattinata del 18 Novembre per gli alunni delle Scuole Superiori di Locri e nel pomeriggio della stessa giornata nella sede del Consiglio Comunale di Locri, alla presenza del Vescovo Mons.

 

Francesco Oliva, del sindaco Giovanni Calabrese, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione della città di Locri. Ha fatto da moderatore il prof. Vincenzo Romeo. Il saggio che riporta storie di collusioni tra mafia e potere politico, storie di ricchezze provenienti dal malaffare, di silenzi, di ruffiani, dentro e fuori i palazzi, racconta gli anni più bui di Palermo e le vittorie che potevano essere ancora tante, se qualcuno non avesse impedito di continuare a vincere la guerra intrapresa da Chinnici, Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e tante altre vittime, che assieme alle strategie anticrimine di Angiolo Pellegrini, integerrimo ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, diedero inizio ai veri successi dello Stato contro la mafia, fino al maxiprocesso che segnò la vera fine di Cosa Nostra.

 

Un libro che il “Corriere della Piana”, impegnato da sempre nella lotta alla mafia, consiglia di leggere per comprendere meglio in quali luoghi insospettabili e dietro quali atteggiamenti, non sempre palesi, e poteri, si nascondono ancora oggi mafiosi e ‘ndranghetisti o ‘ndranghetiste, che se passati inosservati potrebbero portare alla rinascita, addirittura fortificata, di fenomeni delinquenziali a causa dei quali molti uomini dello Stato hanno perso la vita. Non capire oggi attorno a noi quali sono i veri pericoli, vanificherebbe l’impegno costante di Magistratura e Forze dell’Ordine, ma usando le stesse teorie del generale Pellegrini inviato al fronte per combattere la sua guerra, le battaglie si vincono quando tra gli amici si sanno individuare i peggiori nemici .

Il giornale cartaceo è disponibile in tutte le edicole della Piana a soli € 1,50 oppure puoi riceverlo a casa tua semplicemente abbonandosi on line!

di Francesco Di Masi


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