DELIANUOVA E’ TEMPI ‘I ‘NA VOTA CU’

- di Marinella Gioffrè
- di Marinella Gioffrè

 

L’Associazione culturale Roubiklon e il Comune di Delianuova hanno organizzato la presentazione di “E’ tempi ‘i ‘na vota cu’...”, del prof. Saverio Italiano, che si è svolta nel teatro comunale “G. Vocisano”. Ha condotto il presidente dell’associazione Roubiklon Rocco Polistena, che ha definito il libro “una sana molitura, gocce di ricordi legati al paese natio, connubio emotivo e folcloristico”. Dopo i saluti dell’assessore alla cultura Teresa Carbone, che ha informato il numeroso pubblico dell’acquisto di alcuni volumi di Italiano che andranno ad arricchire la biblioteca comunale, Mons. Bruno Cocolo ha parlato di un “volume accurato, frutto di un grande amore per il paese, dal valore storico ed etico, che richiama un mondo di cui si ha nostalgia, fatto di rapporti veri e condivisione”.

Maria Frisina, presidente dell’Associazione “Geppo Tedeschi”di Oppido Mamertina, ha definito Italiano “il signore della letteratura calabrese, che ha scritto un testo tempestato da perle di saggezza, che segnano un ritorno ai valori autentici, della sacralità e della natività, le cui liriche dialettali riscattano il senso di appartenenza alle nostre radici”. Arcangelo Carbone, presidente della Pro-Loco, ha affermato che Italiano “dà qualità al nostro contesto, creando situazioni di positività”.

Lo scrittore Antonio Roselli ha delineato l’iter escatologico, l’intenzionalità e il dispiegamento di una cultura condivisa, definendolo “un viaggio attecchito nell’Aspromonte, con rapide visioni dei luoghi, recuperati alla luce della memoria, in una geografia dei luoghi, con una connotazione storico-folcloristica, dalla sintassi scarna e ritmata e un repertorio di osservazioni escatologiche. Presenti l’ethos magico greco e la devozione verso la patria in un accrescersi di rimembranze ”. Dal folclore alla spiritualità, si è passati attraverso i versi di Italiano, interpretati da alcuni componenti della compagnia teatrale deliese.

 

Don Letterio Festa, Direttore dell’archivio storico diocesano, ha sottolineato gli elementi “degli sprazzi di vita vissuta e condivisa”, dall’amore per i genitori e i figli, l’ospitalità, l’arte per la musica e la letteratura, la fede cristiana, proposti quali appigli sicuri, dimostrando come “i calabresi non temono le calamità e difendono nel tempo il loro patrimonio di valori. Il testo rappresenta un ingente patrimonio di documentazione, ricerca, valorizzazione e trasmissione”. Dopo un’intervista del presentatore al presidente della compagnia teatrale Giovanni Palumbo, incentrata sul dialetto come teatralità, gli attori della Compagnia hanno recitato alcune parti tratte dal libro, sperimentando una drammatizzazione con incursione del teatro.

 

La serata si è conclusa con l’intervento dell’autore Saverio Italiano il quale dopo aver ringraziato il pubblico e le autorità ha dichiarato che il libro, di oltre 500 pagine, non è chiuso e il suo fine è anche quello di documentare i giovani su notizie ed eventi del passato, altrimenti disconosciuti. Lo scrittore ha ricevuto un riconoscimento dal comune consegnatogli dal vice sindaco Francesco Giorgi e dall’assessore Teresa Carbone e un attestato di benemerenza dall’associazione Roubiklon.

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