Un Natale diverso per gli sfollati dei centri colpiti dal sisma.

di Giusanna Di Masi
di Giusanna Di Masi

 

I giorni delle feste natalizie hanno reso più acuto lo stato di sofferenza di quanti hanno perso gli affetti più cari o si trovano lontani dalle proprie case, dai propri luoghi abituali, sistemati in camping, alberghi, o in alloggi di fortuna come palestre o tensostrutture, smarriti, spaesati col timore del futuro, ma anche con la voglia di reagire a tutto questo.

 

I paesi più danneggiati hanno vissuto i giorni di Natale con poche luci, accompagnati dai rumori delle gru che muovono i ponteggi necessari a mettere in sicurezza i resti. Atmosfera natalizia:

 

diverse le scelte degli amministratori delle aree terremotate, alcuni ad esempio pur non rinunciando all’albero di Natale e al Presepe, hanno però deciso di non installare le luminarie rispettando lo spirito amareggiato dei propri concittadini e destinando i soldi risparmiati alla ricostruzione. Per altri, il Natale è stata l’occasione per reagire e rilanciare i propri centri. Proprio come il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, che ha voluto l’installazione di un grande albero di Natale in piazza San Benedetto e le luminarie in tante vie del paese ed in particolare nel centro storico che il 22 Dicembre 2016 è stato riaperto con una cerimonia ufficiale. 

 

“La riapertura del centro per Natale, sarebbe un importante segnale di fiducia che consentirebbe di ripartire anche a quelle attività che si trovano al piano terra e sono state messe in condizioni di sicurezza” - queste le parole del primo cittadino di Norcia, prima delle feste. Invece, sembrano villaggi di Natale le strutture litoranee di Porto Sant'Elpidio che ospitano i terremotati, ma l'atmosfera che si respira non è quella, e la ferita di aver perso un pezzo di vita nel terremoto durante feste si fa più profonda, nonostante lo sforzo fatto dai direttori degli alberghi e da molti volontari nel cercare di creare un clima disteso e familiare. In molte strutture di accoglienza il pranzo di Natale è stato preparato dagli sfollati ed ha avuto come protagoniste specialità delle proprie terre d’origine, un modo questo per sentirsi più a casa. Giorni tristi, vissuti nell’essenzialità ma pieni di speranza e consolazione, speranze riaccese grazie alle visite delle più alte cariche dello Stato, in primis quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che il 22 Dicembre, nell’incontro con gli sfollati di Porto Sant’Elpidio e Porto Recanati, ha detto - "La solidarietà deve esprimersi con atti concreti e questi atti concreti sono affidati alle istituzioni.

Sono qui anche per assicurarvi che questo sta avvenendo e avverrà e che l’impegno delle istituzioni non si abbasserà nel corso del tempo ma resterà sempre forte, inalterato e determinato". - E ha continuato: "Quello che tengo a dirvi è che intorno a voi c’è un grande affetto. In tutta Italia c’è stata dopo il terremoto una grande partecipazione che si è manifestata attraverso le tante forme di sostegno ma anche con l’affetto espresso dal Paese”. A questa visita si è susseguita quella del Premier Paolo Gentiloni, che nel giorno della vigilia ha voluto portare personalmente i suoi auguri di Natale ai terremotati marchigiani. Un ritorno a casa per il neo premier che nel maceratese ha le sue origini e che conosce quindi molto bene la realtà di questo territorio. "Le risorse per la ricostruzione dopo il terremoto ci sono, ma bisogna che ci sia anche l'impegno di tutti per superare strozzature burocratiche e per andare avanti molto rapidamente" - è stato il suo discorso al termine della visita nel comune terremotato di San Ginesio.

 

“Feste meste ”, ha commentato la Presidente della Camera Laura Boldrini, che invece, ha partecipato al pranzo di Santo Stefano a Castelsantangelo sul Nera (Macerata), organizzato dai residenti per celebrare la ricorrenza dedicata a Santo Stefano, patrono della cittadina. In questo borgo sono rimaste soltanto una dozzina di persone, ma per l’occasione un centinaio di residenti sono venuti dalla riviera. La presidente ha elogiato il legame dei residenti con i territori colpiti e la voglia di ripartire, a cui le istituzioni debbono rispondere “con atti concreti in tempi certi, lavorando in sinergia “. Numerosi gli eventi e le iniziative di solidarietà animate dalle associazioni di volontariato, invio di doni, panettoni e giocattoli, concerti. L’amministrazione comunale di Santa Maria della Versa nel pavese ha rinunciato all’installazione delle luminarie e al tradizionale concerto di Natale, destinando la cifra risparmiata di 1500,00 euro alle zone colpite dal sisma.

 

Nella città di San Benedetto, nonostante il momento difficile, la notte di Capodanno, per accogliere nel migliore dei modi il 2017 è stato organizzato un cenone nella grande tensostruttura dell'esercito, e la serata è stata animata dalla musica di un’orchestra. Poi alla mezzanotte il cielo sopra Norcia e Cascia si è illuminato con i tradizionali fuochi d'artificio. Quindicimila, invece, le persone accorse a Civitanova Marche da tutta la regione per assistere, nonostante il freddo, al concerto di Capodanno presentato da Gigi D’Alessio e a cui hanno partecipato importanti cantanti italiani. Il concerto è stato organizzato da Media Friends con l’obiettivo di raccogliere fondi destinati alle persone in difficoltà a causa del sisma. Feste difficili per le popolazioni colpite dal sisma, ma ricche di gesti d’affetto e di solidarietà.

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