Crisi delle Amministrazioni Comunali nella Piana: Brevi  Considerazioni

di Luigi Ottavio Cordova
di Luigi Ottavio Cordova

Sembra che improvvisamente nelle Amministrazioni comunali della Piana del Tauro sia scomparso il buon senso e contrasti sui ruoli dei singoli componenti delle maggioranze, nati tra potere esecutivo, Sindaci ed Assessori e Consiglieri comunali, che spesso lamentano il non coinvolgimento nella gestione della vita amministrativa, stiano portando i Comuni ad un dissolvimento anticipato della legislatura, con conseguenti nomine di Commissari e nuove elezioni.

 

Gioia Tauro caso emblematico, pochi mesi di coesistenza tra Sindaco e ed un gruppo di Consiglieri di maggioranza che per più volte avevano chiesto la revoca di un Assessore, lamentando che la conduzione politica del paese, a loro dire, fosse nelle sue mani, tra l'altro nominato esternamente. Ovviamente il Sindaco Pedà non ha mai condiviso quanto asserito dai suoi consiglieri dissidenti ed il tutto sta per portare alla fine anticipata della legislatura, essendo stata presentata e protocollata una mozione di sfiducia firmata congiuntamente da ben 9 Consiglieri, 4 Consiglieri di maggioranza dissidenti e 5 Consiglieri di opposizione.

 

Analogo caso di conflittualità si è aperto anche al Comune di Taurianova, dove il Sindaco Scionti ha prima perso un Consigliere di maggioranza nei primi mesi di vita amministrativa con il suo passaggio immediato nel gruppo della coalizione opposta, facente capo all'avv.Biasi, ed adesso sta vivendo una nuova crisi dovuta al distacco di altri 2 Consiglieri di maggioranza che da più mesi si sentivano, a loro dire, non considerati dalla Giunta e non coinvolti nella conduzione politica e spesso in contrasto sulle scelte della maggioranza.

 

Comunque, a differenza di Gioia Tauro, i Consiglieri in questione non hanno presentato una mozione di sfiducia congiunta ai Consiglieri di opposizione degli altri gruppi, richiamandosi al vincolo di mandato ricevuto direttamente dal popolo con la loro elezione nel gruppo di maggioranza, pur essendo giunti alla determinazione di collocarsi, di già, fuori dai banchi della maggioranza e decidendo di dare il loro voto favorevole ogni qualvolta riterranno che sia utile all'interesse collettivo della città, del resto la mozione di sfiducia allo stato attuale non è possibile di fatto presentarla anche per il conflitto apertosi nel gruppo di minoranza della candidata a Sindaco Cettina Nicolosi.

 

Di fatto la vita dell'Amministrazione sembra ormai vincolata dalla scelta che dovrà effettuare il consigliere Sposato di avviarsi alla mozione di sfiducia assieme a tutti gli altri Consiglieri di opposizione o se restare ancora tra i banchi dell'opposizione, determinandosi anche lui di volta in volta sugli atti amministrativi presentati in Consiglio comunale, cosa che permetterebbe al Sindaco Scionti di andare avanti vivendo alla giornata oppure riuscendo a convincere lo stesso Consigliere Sposato ad aggregarsi alla maggioranza per evitare l'interruzione traumatica della legislatura, con un nuovo periodo di breve commissariamento e l'indizione di nuove elezioni.

 

Analoghe considerazioni dovranno anche essere valutate dallo stesso gruppo di maggioranza che potrebbe scegliere di percorrere la via delle dimissioni per non scendere a compromessi ed evitare la sfiducia nel caso in cui tutti i Consiglieri di minoranza decidessero di avviarsi ad una scelta di tal genere.

 

Del resto il Sindaco Scionti potrebbe anche tentare di andare avanti, alla stessa stregua di quanto è accaduto nella vicina Palmi dove il suo collega Barone, pur passando momenti bui, grazie anche ad un'opposizione meno determinata di quella posta in essere dal gruppo di Biasi a Taurianova, sta riuscendo ad arrivare a fine legislatura, malgrado i vari guai in cui è incappato, tanto da temere uno scioglimento alla stessa stregua, di quanto avvenuto di recente nel comune di Rizziconi per condizionamento mafioso.

 

La verità di questo marasma nella Piana va forse ricercata nel venir meno dei riferimenti ideologici che erano posti all'interno della vita dei partiti a seguito del fenomeno di tangentopoli e nella nuova fase di transizione del mondo politico che trova come nuovi punti di riferimento singoli personaggi, come Bossi e Berlusconi prima ed ora invece Salvini, Renzi e Grillo in campo nazionale, mentre nelle realtà comunali come punto di riferimento, nei grossi Comuni superiori ai 15.00 abitanti, si guarda ai vari Sindaci, che, in virtù dell'elezioni diretta da parte del popolo, per arrivare alla vittoria selezionano candidati che possono portare voti senza guardare alle qualità gestionali, fenomeno che poi porta spesso a chiedere il corrispettivo premio per quanti consensi portati alla coalizione, riducendo così la credibilità della politica e portando alla disaffezione verso la stessa.

 

Servirebbe forse uno scossone ed una nuova rivoluzione da parte del popolo che invece preferisce starsene inerte ed in silenzio, sperando forse in un nuovo miracolo del Padreterno.....!

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