La Palmese fermata dai corallini

Redazione
di Francesco Lacquaniti

I neroverdi scivolano al nono posto in classifica

Dopo la caparbia prestazione al cospetto dell’ex capolista Sicula Leonzio i neroverdi sono di scena, nella difficile trasferta di Torre del Greco, contro la Turris. La partita con i corallini, negli sportivi palmesi più anziani, evoca vecchi e felici ricordi era, infatti, un torrido pomeriggio del 15 luglio 1951 quando, nella sfida decisiva giocatasi in quel di Taranto contro la Turris, la Palmese, dell’inossidabile Totò Bumbaca, imponendosi 4-1, venne promossa, per l’ultima volta, in SERIE C.

 

La compagine campana di Baratto, richiamato in panchina dopo l’esonero di Giacomarro, è avversaria coriacea e, all’Amerigo Liguori, che in questi giorni ha festeggiato i sessantasei anni dall’inaugurazione, alla presenza di circa mille spettatori, con una piccola rappresentanza di tifosi neroverdi, si è pronti ad assistere a una sfida combattuta e dal sapore antico.

 

I primi tentativi, seppur timidi, sono dei padroni di casa, con i neroverdi, abili nel controllarne le giocate, che non soffrono, più di tanto, le offensive dei corallini. Si giunge così alla mezz’ora e le uniche due azioni degne di essere annotate sono, una di Zampaglione, che trovatosi a tu per tu con Abagnale controlla male sprecando una ghiotta occasione, e l’altra di Somma, che con una conclusione dalla distanza trova pronto Pellegrino.

 

Sopraggiunta la fine dei primi quarantacinque minuti di gara, con le due squadre che non riescono a superarsi, nonostante una volitiva ma sterile Turris, negli istanti finali la fortuna volta le spalle alle Palmese quando, a circa due minuti dalla conclusione, è costretta a due cambi forzati, con Taverniti che subentra a Lugliese, infortunatosi, e Bonadio che rileva Zampaglione, sacrificato, per la regola degli under.

 

Inizia il secondo tempo e il canovaccio della gara è sempre stesso, con la Turris a condurre le danze e la Palmese a chiudere gli spazi senza eccessivi patemi. Arrivati, però, al decimo minuto l’esperto ex attaccante del Brescia Picci, con molto mestiere, cade nei pressi dell’area piccola, dopo un veniale contatto con Corso, e l’arbitro decreta il calcio di rigore che lo stesso Picci trasforma spiazzando Pellegrino.

 

I neroverdi cercano subito di reagire con Bonadio ma è Crucitti a rendersi pericoloso, con un calcio di punizione, al quale si oppone Abagnale respingendo con i pugni. Giunti a un quarto d’ora dalla fine arriva, inesorabile, il raddoppio della Turris con Somma che, con un velenoso destro, da fuori l’area di rigore, insacca il pallone nell’angolino della porta difesa dall’estremo guardiano neroverde che nulla può.

 

La seconda rete mette le ali ai corallini e gli ultimi minuti di gara, nei quali Dorato manca d’un niente l’appuntamento con il gol, servono solo a far maturare la vittoria, sancita dal triplice fischio finale dell’arbitro Berti di Varese, di una Turris molto pratica e rinvigorita dal ritorno di Baratto che, dopo aver ottenuto sei punti in due partite, la fa accomodare sulla terza poltrona del campionato assieme al Gela.

 

I neroverdi di Dal Torrione, invece, dopo un’imbattibilità di circa un mese e mezzo, ritornano a Palmi a mani vuote, e con le ali tarpate, senza aver mai dato l’impressione di poter incidere, in maniera tangibile, sull’inerzia del match, scivolando, così, al nono posto in classifica, anche se la zona play off è sempre a portata di mano, in una giornata contrassegnata dalla doppia fuga dell’Igea Virtus, prima, e della Cavese, seconda, entrambe corsare, che staccano le più immediate inseguitrici.

 


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