Morti avvelenati due cani in Aspromonte

di Lucia Treccasi
di Lucia Treccasi

Un fenomeno allarmante si è verificato nelle montagne dell’Aspromonte: due cani sono morti a causa di alcuni bocconi avvelenati sparsi nel territorio di Oppido Mamertina e dei Comuni limitrofi. Questa spiacevole vicenda è stata segnalata dai proprietari degli animali che, tramite un’apposita denuncia, hanno voluto portare all’attenzione delle autorità competenti un fenomeno grave che si sta diffondendo a scapito della vita di poveri animali indifesi.

 

Il caso nasce dalla morte di due soggetti di specie canina: Drugo, di razza Epagneul Bretòn, e Ambra, Pointer inglese di appena 4 anni. Entrambi gli animali sono stati portati a caccia dai loro padroni nella località “Vallone dell’uomo morto”, una piccola area boschiva in cui  è possibile cacciare poiché  esterna al perimetro del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

Drugo, terminata la battuta di caccia, ha iniziato ad accusare i primi sintomi di avvelenamento ed è stato tempestivamente portato dal suo padrone, E. S., dal veterinario, che poco ha potuto fare per salvargli la vita. Ambra, di proprietà di A. M. C., è deceduta il giorno seguente alla battuta di caccia.

 

Questi cani lasciano un vuoto incolmabile nel cuore dei loro padroni, che hanno deciso di agire per evitare che altri animali subiscano la stessa sorte di Drugo e Ambra, affinché i responsabili di un reato così abominevole vengano puniti. I due cacciatori hanno così sporto denuncia ai carabinieri, come prevede l’ordinanza ministeriale 16A05143, concernente le norme sul divieto di detenzione e utilizzo di esche e bocconi avvelenati G. U. 165 DEL 16/7/2016. L’esposto ha fatto scattare l’immediata segnalazione al servizio Asl veterinario e la carcassa di uno degli animali, Drugo, è stata portata presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Mileto per l’autopsia.

 

La morte dei due poveri animali sembra non sia un caso isolato, ma già da diversi anni nel territorio aspromontano vengono ritrovati cadaveri di animali di diverse specie, domestici e selvatici: cinghiali, lupi, volpi e tanti altri animali, di cui non viene denunciata la morte. Sembrerebbe che i bocconi e le esche avvelenate siano fatte da teste di pesce legate tra loro.

 

Questo metodo è lesivo per la sanità pubblica, in quanto nuoce alla salute degli animali ma anche degli uomini, senza contare che causa inquinamento ambientale. La denuncia dei due cacciatori deve essere un monito per le istituzioni e le autorità competenti, affinché provvedano alla salvaguardia degli animali e intervengano per debellare un fenomeno così turpe e barbaro. 

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