Una Palmese ruggente doma la Sicula Leonzio

Redazione
di Francesco Lacquaniti

Quinta vittoria tra le mura amiche

La Palmese, reduce da tre pareggi consecutivi, che, comunque, non le hanno fatto perdere contatto con i quartieri alti della classifica, domenica 13 novembre, priva degli squalificati Lavilla e Cassaro, affronta, tra le mura amiche, la Sicula Leonzio di Sebastiano Catania, capolista assieme all’Igea Virtus, che si presenta con le credenziali delle grandi avendo il suo punto di forza nella difesa con appena quattro reti subite.

 

Nei giorni della ricorrenza dell’estate di san Martino le abbondanti piogge, cadute in settimana, lasciano lo spazio a una domenica soleggiata permettendo così, ai numerosi sportivi neroverdi e al nutrito gruppo di sostenitori bianconeri, giunti dalle pendici dei monti Iblei carichi di entusiasmo, di riempire il Giuseppe Lopresti con una cornice di pubblico di circa mille spettatori.

 

Nei primissimi minuti di gara le due squadre, ben messe in campo dai due tecnici, cominciano a saggiarsi e la prima occasione, seppur velleitaria, capita tra i piedi di Ricciardo che scalda i guantoni di Pellegrino. I neroverdi, per nulla impensieriti dai primi della classe, cominciano a sciorinare il loro gioco, piacevole e ordinato, e, poco oltre il primo quarto di gara, trovano la via della rete con Lavrendi che, servito in area di rigore da Dorato, infila il pallone nell’angolino destro di Vitale.

 

Nemmeno il tempo di gioire e, dopo appena una manciata di minuti, l’arbitro sventola il cartellino rosso a Misale, per un brutto fallo di reazione su Savanarola, lasciando i neroverdi in dieci. Nonostante l’inferiorità numerica la Palmese non sembra risentirne, eccessivamente, concedendo pochi spazi agli avversari e rendendosi pericolosa prima con Scoppetta e poi con Dorato ai quali si oppone un reattivo Vitale così, la prima frazione di gioco, dopo una spizzicata di testa di Savonarola che trova pronto Pellegrino, si conclude sull’1-0.

 

Inizia la ripresa e la sfida diviene incandescente con i bianconeri che, gettando nella mischia l’esperto neoacquisto campano Improta, cercano in tutti i modi la rete del pareggio sfiorandola in almeno un paio d’occasioni ma, un fenomenale Pellegrino, i legni della porta e un salvataggio sulla linea di Corso, uniti a un’attenta fase difensiva e a un briciolo di fortuna, rendono vani tutti i tentativi.

 

Dopo il veemente avvio dell’undici bianconero, la partita, pur rimanendo in bilico, cala lentamente d’intensità e, a parte qualche timido affondo da entrambe le sponde, eccezion fatta per un tiro dalla distanza di Candiano, che si spegne di poco a lato, al quale replica Crucitti, che trova pronto Vitale, giunti a circa dieci minuti dal novantesimo, un inarrestabile Lavrendi, incuneatosi in area di rigore, viene falciato fallosamente da Assenzio, che, già ammonito, viene espulso, provocando un calcio di rigore che Crucitti trasforma con sicurezza, spiazzando Vitale con un preciso sinistro, per il definitivo 2-0 che, nonostante gli ultimi assalti sotto la porta di Pellegrino, fa sfumare le speranze di rimonta dei siciliani costretti ad alzare bandiera bianca.

 

Al triplice fischio finale dell’arbitro Kumara di Verona grandi festeggiamenti, e applausi a scena aperta, per una Palmese che, dopo aver disputato una prova maiuscola, sapendo, anche, soffrire, quando è stata costretta alla difensiva dalle folate dei bianconeri, ha vinto con pieno merito, come ammesso, nel dopo gara, dall’allenatore dei siciliani Catania, che ha, comunque, elogiato i suoi per la prestazione, al quale ha fatto da contraltare un raggiante Dal Torrione che, adesso, guarda al futuro con rinnovato e fiducioso ottimismo. 

 

La quinta vittoria in campionato, la prima della storia contro la Sicula Leonzio tra le mura amiche, che bissa il successo di oltre quarant’anni fa firmato dalla rete di Romano in terra siciliana, permette ai neroverdi, adesso sesti assieme a Gela e Turris, di scalare un altro gradino in classifica, portandosi a un solo punto di distacco dalla zona play off, senza perdere di vista la prima piazza, distante sempre cinque lunghezze, occupata, adesso, dalla solitaria Igea Virtus.

 


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