La Palmese non oltrepassa il muro verdeamaranto

Redazione
di Francesco Lacquaniti

Poca lucidità dei palmesi sotto porta

Reduce dal buon punto conquistato a Gela la compagine neroverde riceve al Giuseppe Lopresti, in un pomeriggio plumbeo, la neopromossa Sancataldese per continuare la rincorsa alle primissime posizioni.

 

Trascorsi poco meno di cinque minuti, dall’avvio, la Palmese confeziona una nitida palla gol con Dorato, che, su un cross dal fondo, incoccia di testa la traversa mentre a seguire è Cassaro che, trovandosi un pallone vagante tra i piedi, non riesce a superare Dolenti. I neroverdi continuano ad attaccare, lasciando soltanto qualche sporadica ripartenza agli ospiti, che scaldano le mani di Pellegrino solo con un calcio di punizione di Polito, ma, l’imprecisione sotto porta e un salvataggio provvidenziale di Fragapane, su un tiro, a botta sicura, di De Marco, rendono vani tutti gli assalti e così, al termine dei primi quarantacinque minuti di gioco, conclusisi con un infruttuoso calcio di punizione di Crucitti, il punteggio non si schioda.

 

Al rientro dagli spogliatoi sono ancora i neroverdi a dettare le trame del gioco ed è Scoppetta che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, colpendo di testa trova ancora pronto Dolenti. I siciliani continuano a difendersi con gli artigli e, su una rara incursione offensiva, Fragapane ha la palla buona ma, a due passi da Pellegrino, ciabatta malamente il tiro divorandosi la rete del possibile vantaggio.

 

Dopo lo sventato pericolo la Palmese riprende ad attaccare ed è Lavrendi che scaglia un gran tiro con il pallone che, dopo essersi stampato sulla traversa, ritorna in campo e il susseguente colpo di testa di Dorato viene deviato da Calafiore immolatosi a difesa della propria rete.

 

Nonostante le ultime scorribande nelle sempre più strette maglie difensive dei siciliani, con il supporto del neoentrato Zampaglione a dar manforte al pacchetto offensivo neroverde, la tattica ostruzionistica dei verdeamaranto regge fino alla fine e, al triplice fischio finale dell’arbitro Cecchin di Bassano del Grappa, l’undici di Dal Torrione che deve, comunque, recitare il mea culpa per aver giocato con sufficienza e poca lucidità sotto porta, pur essendo stato, innegabilmente, molto sfortunato, trovando anche in Dolenti un baluardo, oggi, insuperabile, non va oltre uno striminzito 0-0, lasciando l’amaro in bocca ai circa ottocento spettatori di fede neroverde, accontentando, di riflesso, i sancataldesi di Marcenò, seguiti dai loro coloriti sostenitori, che hanno trovato, a Palmi, il punto cercato.

 

 

ARTICOLO COMPLETO DISPONIBILE ON LINE il: 1 Ottobre 2016

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