Ad un ventennio dalla morte dell’imprenditore “Nino Polifroni” barbaramente ucciso in un agguato mafioso

di Filomena Scarpati
di Filomena Scarpati

Sono tante le associazioni antimafia nate nell’ultimo ventennio, ma ad organizzare una sentita manifestazione commemorativa contro il barbaro assassinio di un imprenditore vittima della mafia, questa volta sono i figli che fanno buon uso di parole che nascono dal cuore, per aver subito in tenera età, la perdita dell’affetto paterno.

Parlare dell’assassinio di Nino Polifroni e della sua famiglia, è come parlare di un importante spaccato di storia di Varapodio e dei paesi vicini, dove l’imprenditore operava con i suoi collaboratori, per costruire strade, case e infrastrutture varie a beneficio della collettività, creando posti di lavoro e contribuendo ad arricchire l’economia della Piana di Gioia Tauro.

 

Ma qual è la ricompensa per il coraggio di un uomo come Nino che ha percorso sempre e comunque le vie della legalità, pagando col prezzo della vita? Come unico baluardo interviene l’affetto dei suoi sei figli, organizzatori della manifestazione durata due giorni, che è sicuramente quanto di più gradito ad Antonino Polifroni, dichiarato con decreto dello Stato “Vittima innocente della criminalità organizzata”, che proprio in quegli anni sembrava agire indisturbata e in modo più scellerato che mai.

 

La manifestazione ha avuto inizio il 30 Settembre con l’arrivo in Calabria del “Collettivo Libera” del Liceo Scientifico di Casalecchio di Reno della provincia di Bologna. Nella mattinata la delegazione degli studenti, intitolata all’imprenditore, accompagnata dal prof. Giacomo Ciacci e dall’assessore Fabio Abagnato, si è confrontata col dirigente scolastico Pietro Paolo Meduri, i docenti e numerosi alunni del Liceo Scientifico Statale di Oppido Mamertina, che hanno partecipato con immenso interesse.

 

Alla manifestazione, incentrata su tematiche di legalità, di cultura come deterrente per azzerare la mafia e di presa di coscienza dei fenomeni ‘ndranghetisti da parte dei giovani per l’adozione di misure atte a debellare tali fenomeni, centralizzando la figura dell’imprenditore barbaramente trucidato vent’anni fa, ha partecipato anche la coordinatrice regionale di Avviso pubblico “Maria Antonietta Sacco.

 

Altra tappa è stata fatta dagli studenti bolognesi a Polistena, dove sono stati accolti dagli esponenti di “Libera Terra” ed accompagnati a visitare i terreni confiscati alla mafia e gestiti dalla cooperativa “Valle del Marro”.

 

La serata si è conclusa con una concelebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Nicola in Varapodio, a cura di Don Ennio Stamile, referente di “Libera” per la Calabria e di Don Domenico Caruso Parroco di Varapodio, a cui hanno preso parte le autorità civili e militari, i familiari della vittima e un gran numero di fedeli.

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