GIOIA TAURO, CONVEGNO SUL REFERENDUM 4 DICEMBRE

di Caterina Sorbara
di Caterina Sorbara

CON LA PARTECIPAZIONE DELL'ON. ROBERTO OCCHIUTO

Si è tenuto qualche sera fa a Gioia Tauro nella  sala "Le Cisterne" un incontro inerente il Referendum sulla Riforma Costituzionale.

 

Presenti:  il sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà; l'assessore alla cultura Francesco Toscano; il presidente del Consiglio Comunale Santo Bagalà e l'on. Roberto Occhiuto.

Ha coordinato l'incontro il giornalista reggino Mario Meliadò.

 

Dalla discussione è emerso che se dovesse vincere il SI, il combinato disposto tra Riforma Costituzionale e la nuova legge elettorale, l'ITALICUM, produrrebbe la scomparsa della democrazia costituzionale e l'istaurazione di un regime antidemocratico, ovvero, dove non saranno più i cittadini a eleggere i loro rappresentanti in Parlamento, ma, per 2/3 dei parlamentari eletti nell'unica Camera, le segreterie dei partiti imporranno le loro liste e il capo di governo avrà un potere illimitato, con lo sbilanciamento a massimo favore del potere esecutivo rispetto al potere legislativo e al potere giudiziario, con pericoloso squilibrio dell'assetto democratico.

 

Votando No i cittadini italiani ribadiranno la loro determinazione nello scegliere i propri rappresentanti in parlamento e mantenere l'equilibrio fra i poteri.

 

L'on. Roberto Occhiuto,  ha  anche sottolineato  che è importantissimo recarsi alle urne, in quanto in questo referendum non esiste il quorum ed è importante votare NO, perché i nostri Padri costituenti ci hanno lasciato in eredità la  Carta Costituzionale che non ha eguali, frutto del loro impegno, delle loro intelligenze e sensibilità che non possono e non devono essere cestinati.

 

Nel corso dell'incontro molti sono stati gli interventi del numeroso pubblico presente, tra cui il sindaco di Seminara Giovanni Piccolo, che si è soffermato sul delicato e difficile ruolo del sindaco, in un contesto difficile quale è la Piana del Tauro. A seguire ha detto che è importante sensibilizzare l'opinione pubblica perché la Riforma ci porta indietro nel tempo ed è antidemocratica.

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