Ritorno alla Contura

di Umberto Di Stilo
di Umberto Di Stilo

Giffone in festa per San Bartolomeo

La comunità parrocchiale di Giffone, guidata dal parroco don Salvatore Tucci, ha deciso di tornare alla tradizione e di ripristinare il suggestivo trasferimento della statua di san Bartolomeo dalla chiesa parrocchiale al tempietto a Lui dedicato ed eretto nella contrada montana “Contura”, utilizzando un carro agricolo trainato da due buoi. Tornando all’antico la parrocchia ha anche inteso assecondare il desiderio di una famiglia di fedeli che aveva fatto voto al santo protettore di ripristinare l’utilizzo del carro agricolo per il consueto trasferimento della statua.

 

Nell’organizzazione della due giorni di preghiere il parroco è stato validamente affiancato da un gruppo di giovani volontari capeggiati da Felice Valente e Michele Pasqualone. 

 

 

Dopo due anni di sospensione per il noto decreto vescovile, i fedeli di Giffone aspettavano con ansia che si desse inizio ai festeggiamenti del santo Patrono con la processione-pellegrinaggio che da diversi anni si svolge lungo il percorso che dal centro abitato arriva fino al Tempietto di contrada Contura. 

 

Mattina di domenica 14 agosto, pertanto, i fedeli del pittoresco centro collinare hanno ripetuto ciò che in passato hanno fatto i loro genitori e i loro nonni quando, in concomitanza con l’inizio dei riti della novena di preparazione ai solenni festeggiamenti religiosi in calendario per il 24 agosto, trasferivano la statua del loro santo protettore nel tempietto edificato in montagna perché venisse esposta alla devozione di quanti abitavano in quella contrada e dei carbonai che lavoravano nelle fitte faggete della zona. 

 

Il ritorno all’utilizzo dei buoi per il trasferimento della statua, mezzo semplice connesso alla civiltà contadina nella quale la comunità giffonese affonda le radici, ha contribuito a conferire al pellegrinaggio il genuino ed originario significato di tributo di fede. Ma ha voluto essere soprattutto la concreta testimonianza della loro schietta e profonda devozione, fatta di semplici gesti e di intimi momenti di raccoglimento verso il santo apostolo Bartolomeo il cui culto in tutti i giffonesi è radicato sin dai secoli passati. 

 

Quest’anno, a rendere più solenne il temporaneo trasferimento ha notevolmente contribuito il rito dell’apertura della porta santa. In occasione del Giubileo della Misericordia, infatti, la porta del tempietto, per speciale concessione del vescovo della Curia, mons. Milito, è assurta al ruolo di porta santa ed i fedeli che l’hanno attraversata hanno potuto usufruire del beneficio della concessione delle indulgenze. Il semplice ma significativo rito ha avuto inizio alle 11,15 ed è coinciso con l’arrivo della statua nella località montana. La lignea effigie del santo apostolo aveva lasciato la chiesa parrocchiale alle 8,30 e, dopo un percorso penitenziale di preghiera lungo alcuni chilometri, è giunta al tempietto di contrada Contura poco dopo le undici. Qui dopo l’apertura della porta santa è seguita la solenne celebrazione della messa. 

 

Esposta alla venerazione dei fedeli e dei turisti la statua è rimasta all’interno del tempietto, fino al giorno successivo, lunedì 15 agosto. Anche durante la notte i fedeli a gruppi hanno raggiunto il piccolo tempio elevato a “santuario giubilare” per partecipare alla veglia di preghiera animata dal “gruppo di preghiera del Giubileo” i cui componenti si sono distinti anche per aver abbellito il tempietto e tutto l’ampio spazio circostante. 

E’ stato calcolato che nei due giorni di preghiera oltre cinquemila fedeli, provenienti anche dai paesi vicini, hanno varcato la porta santa e si sono raccolti in preghiera davanti alla statua di san Bartolomeo.

 

Lunedì sera, ferragosto, attorno alle 21 la sacra scultura accompagnata da una fiaccolata di diverse centinaia di fedeli, dopo qualche ora di cammino, ha raggiunto l’edicola votiva della Madonna del Carmine in località Madonnella da dove in processione, tra canti e preghiere, portata a spalla dai portatori, si è diretta verso la chiesa parrocchiale ove è giunta a notte inoltrata dopo aver attraversato in ordinato corteo le principali vie del paese addobbate a festa dalle brave ed attente massaie, che per la circostanza, avevano provveduto per tempo ad esporre ai balconi e alle finestre delle loro abitazioni ornati damaschi insieme alle più belle e colorate coperte del corredo matrimoniale. 

 

La processione si è conclusa tra gli applausi scroscianti e gli “evviva San Bartolomeo” che i fedeli hanno ripetutamente fatto echeggiare all’interno della parrocchiale.

 

 

L’esultanza nella quale tutti i fedeli giffonesi si sentiranno coinvolti, sarà rinviata alla processione del 25 agosto quando gli emigrati si daranno appuntamento nel paese d’origine per sciogliere i loro voti, raccogliersi in preghiera davanti al loro santo protettore e per dare il loro tributo di fede in processione.

 

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