La Varia? Un dé jà vu

di Adamo De Ducy
di Adamo De Ducy

Ritorna la Varia!  Si?... Bello…

 

Un senso di sufficiente accettazione è stato - haime - il leit motiv che ha accompagnato l’edizione 2016 della moderna storia della celebrazione del culto Mariano a Palmi. Dopo il fermento e l’euforia delle due precedenti edizioni: la prima per presentare all’Unesco cosa fosse e ottenerne l’inserimento nell’elitaria short list dei beni immateriali patrimonio dell’Umanità, e la seconda - due anni fa - a concretamento e celebrazione dell’ottenuto riconoscimento. Adesso - dopo un anno di sosta e di pausa - la Varia è ritornata. Ma, e lo si è percepito nell’aria, con un preoccupante senso di scontato, di routinario, di distaccato e di freddo.

 

Di un dè jà vu: già visto che la dice lunga sulla caduta dell’interesse e - consentiteci - della “passione” che la Varia di Palmi era solita suscitare ogni qualvolta a distanze di tempo varie, e non brevissime riemergeva dalla coscienza storica e dall’anima vera, palmese e non solo, con il suo bagaglio di fede, di fascinazione e di orgoglio municipalistico tardo medievale. Adesso la routinarietà sta già iniziando facendo appassire la passione. 

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